Dovevano capitare a me questi due qua…
Apatia…
Noia…
Indifferenza a tutto cio’ che ci circonda…
Ma si puo’ nonostante cio’ avere il coraggio(e coraggio e’ una parola forte), direi piuttosto la stupidita’, l’idiozia, la deficienza di fare quello che hanno fatto questi due qui?
Prendersela con quel povero cane, che aveva l’unica sfortuna di essere un povero randagio che girovagava per le strade francesi, cosparso di benzina e a cui hanno dato fuoco senza pieta’… E’ degno solo di chi non ha rispetto per la vita altrui.
Li hanno condannati, ma sono sicuro, che vista la crudelta’ con cui hanno trattato quella povera creatura, torneranno piu’ stupidi di prima. Non ci credo alla favoletta dei pentiti che rinsaviscono, questa gente e’ cattiva dentro. Non cambia.
Mi consola il fatto che in Francia abbiamo almeno il coraggio di portarli in tribunale e processarli come veri delinquenti. Probabilmente qui da noi avrebbero fatto una fine meno peggiore.
In tutto questo, impariamo molto invece dalla forza di volonta’ di questo cane che nonostante le ferite e il dolore subito, si e’ aggrappato alla vita ed e’ stato addirittura presente durante in aula durante la condanna dei suoi aggressori.
Dovevano capitare a me questi due qua…
Altro che condanna…
Non ho piu’ parole per descrivere le atrocita’ che subiscono gli animali per colpa nostra…
La doppia vittoria di Mambo,
il trovatello che ha commosso la Francia
Sopravvive dopo essere stato dato alle fiamme e ora assiste in Aula alla condanna dei suoi baby-aguzzini
Avrebbe potuto fare una brutta fine, la peggiore immaginabile: morire arso vivo dalle fiamme in una strada di periferia, davanti agli sguardi divertiti dei due giovani che dopo averlo cosparso di benzina gli hanno dato fuoco. E che lo hanno fatto solo perché non sapevano come altrimenti passare il loro tempo.
Invece Mambo ce l’ha fatta: non solo è sopravvissuto, ma è anche diventato, lui povero cane trovatello, un simbolo della lotta alle crudeltà gratuite nei confronti degli animali. E in quanto vittima ha preso parte martedì al primo dei processi contro i suoi due baby aguzzini, che poi tanto baby non lo sono più visto che si tratta di una ragazza di 22 anni e di un suo amico di 17.
«PER DIVERTIMENTO» - La vicenda risale allo scorso agosto, alla notte tra il 10 e l’11, quando i due ragazzi si sono imbattuti casualmente nell’animale, che da trovatello qual’era vagabondava per le strade. Forse lo avevano già notato in precedenza, forse l’idea è venuta loro sul momento. Fatto sta che i due decidono, «per divertimento» come poi hanno essi stessi ammesso, di metterlo al rogo. Stando alla ricostruzione effettuata dall’accusa, la ragazza si sarebbe occupata di tenere fermo il cane mentre il suo complice lo innaffiava di benzina per poi dargli fuoco. Le fiamme non lo hanno arso vivo solo per miracolo. L’animale, dimenandosi e strusciandosi sul terreno, è riuscito a salvarsi e a fuggire lontano, ma ha riportato ustioni di terzo grado su metà del corpo. Ferite di cui ancora oggi porta le conseguenze e avverte il forte dolore fisico.
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